NOI SIAMO BANDERARI

giovani artigiani in cerca di speranza e riscatto realizza papillon

SPERANZA, RISCATTO E PASSIONE

Questa storia parla di rinascita, annoda le piccole cose e racconta il sogno di Angela e Omar.

Angela Pinzaglia nasce ad Amelia nel 1986, suggestivo paese medievale arroccato in cima a una splendida collina nella verde campagna umbra.

Omar Belli, classe 1984, è originario di Rocca San Zenone, piccolo borgo di cinquanta anime sormontato da una serie di torri che per secoli hanno rappresentato l’ultima difesa della vicina città di Terni.

Nel 2010 Angela e Omar si incontrano, capiscono di avere una visione univoca della vita, fino a diventare una coppia e nel 2014 decidono di intraprendere un’alternativa lavorativa in un momento di forte recessione.

passione artigiana

Una storia segnata da difficoltà figlie della crisi, da momenti e da scelte in cui la fiducia e la voglia di rinascere sospinge a tornare ad un modo di intendere la vita ormai perduto.

Con dedizione e passione Angela e Omar iniziano a creare accessori sartoriali con tessuti di pregio, donando nuovo slancio e interesse per un accessorio da tempo dimenticato e sminuito: il papillon.

Un complemento di stile classico, da sempre utilizzato per le occasioni più importanti, tuttavia spesso relegato in secondo piano e creato con tecniche industriali.

Dopo studi e perfezionamenti, figli dell’esperienza e di vari processi di studio, Angela e Omar riescono a creare papillon di pregio e qualità assoluta, tra i più esclusivi ed iconici per forma, proporzioni e qualità, tanto che il nome del brand Banderari diventa metonimia per il suo prodotto di punta.

Il papillon rinasce, assume valore assoluto e diventa avatar dello stile che viaggia nel tempo e affida alle generazioni future la storia di chi lo indossa.

In poco tempo Banderari si impone come brand di riferimento nell’ambito delle autoproduzioni riuscendo a partecipare ai più importanti eventi di settore in Italia e all’estero.

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BANDERARI E TERNI

La storia di Banderari parla con orgoglio di Umbria e di Terni, partendo dal proprio nome.

Banderari come i 24 concittadini, commercianti e artigiani, che nel basso medioevo rappresentavano i sei rioni in cui era divisa la città.

“Gli onesti artieri, gli agricoltori, i commercianti, e generalmente la parte sana del popolo, innalzavano particolar Bandiera”.

Nel suo quartiere medievale, nel 2016 viene inaugurata Bottega Banderari, il primo atelier nelle vicinanze di quello che era Corso Vittorio Emanuele.

L'ATELIER: LO SPAZIO CHE PARLA

Bottega Banderari si trova all’interno di un suggestivo locale storico un tempo parte del complesso di case appartenute alla nobile famiglia dei Castelli, come riportato da una lapide del 1695.

Un luogo allegoria di passione e rinascita, risparmiato miracolosamente dalla furia dei bombardamenti che lacerarono la città durante il secondo conflitto mondiale.

Non un semplice negozio, ma uno spazio-tempo dove è possibile riscoprire un modo di fare commercio di altri tempi, secondo una dimensione più umana.

Un luogo in cui instaurare relazioni, dove discutere, scambiare impressioni e conoscenze, in cui la fiducia tra le parti, l’autenticità e la trasparenza sono il muro portante di un’esperienza tutta da vivere.

Uno spazio non convenzionale fuori dagli schemi, in cui ogni oggetto narra una storia legata al territorio, dalle poltrone in velluto rosso del vicino teatro Verdi, alla Cassettiera della tipografia un tempo ubicata nell’attiguo corso Vecchio.

Fino al prezioso tirafili dello zio di Omar, Luigi per tutti Luigino, un tempo impiegato per correggere foto e stampe del glorioso Poligrafico Alterocca ed ora utilizzato per svelare trame e colori di ogni tessuto.

Ancora oggi, ogni mattina, le mani di Angela e Omar aprono con un gesto quasi rituale i pesanti portali rinascimentali in legno scampati alle 500 bombe sganciate come pioggia distruttrice l’11 agosto 1943.

Le stesse mani che con mestiere ed esperienza danno vita ai capi e gli accessori Banderari.

lo stile banderari?
la filosofia del suo territorio

Nello spirito Banderari alberga la saggezza di una terra complessa e bella come un sogno, erede di un popolo autentico, fiero e tenace, e custode di una storia millenaria fatta di passione, amore e bellezza.

Seguendo la regola e l’insegnamento di San Benedetto da Norcia, il lavoro è fonte di inimitabile sapienza che sa valorizzare l’umano per l’umano.

Attraverso la riscoperta della manualità come strumento di elevazione, con la consapevolezza di fare un passo indietro per farne due in avanti.

La tradizione, saldamente radicata al territorio, guida le mani e diventa strumento per trasformare il futuro, reinterpretando il presente, cancellandolo dall’oblio e rendendo eterno un mestiere che è anche uno stile di vita.

Grazie alla riscoperta dell’artigianato, in un mondo schiacciato dal consumo, Banderari sostiene l’arte del saper fare con passione e dedizione.

Una sfida quotidiana per cercare di cambiare il futuro, per opposi a una visione di un sistema improntato sull’omologazione e sull’annullamento dell’individuo, fatta di rapporti asettici, di omogenee produzioni di massa, in cui l’uomo non è altro che un numero.

In contrapposizione a un commercio fast fashion, dagli altissimi costi ambientali e sociali, che consuma vestiti e vite umane, la filosofia Banderari si radica sul principio della durevolezza: compra meno, compra consapevolmente.

Un motto alla riscoperta di valori non soggetti a mode o tendenze passeggere, centrato sulla creazione di stili personali e senza tempo.

Acquista meno spesso e prenditi cura del tuo capo, che può durare una vita, può viaggiare attraverso le generazioni e avere una sua storia da perpetuare.

Ogni prodotto viene realizzato seguendo un fare antico, improntato sulla sartorialità 100% made in Italy che, in alcune esclusive occasioni, incontra i preziosi tessuti del Sol Levante.

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