
Un giorno
a Roma.
The Players Magazine porta Banderari tra marmo, travertino e prospettive razionaliste dell’EUR: un editoriale sul gentleman contemporaneo e sul valore del dettaglio.
LEGGI IL DOSSIER ↓Il classico cambia quando smette di guardare indietro.
Nel gennaio 2020 The Players Magazine dedica il proprio servizio fotografico centrale a Un giorno a Roma, uno shooting ambientato nel quartiere EUR. Le architetture razionaliste diventano una griglia visiva: superfici chiare, geometrie rigorose, prospettive lunghe. Dentro questa disciplina entrano tre uomini e un’idea di eleganza maschile che non ha bisogno di nostalgia.
Banderari partecipa al progetto attraverso lo styling e gli accessori. Papillon da annodare, costruiti a mano e pensati come pezzi unici, introducono una materia diversa dentro la severità dell’architettura: rare sete vintage giapponesi, cashmere biellesi, texture che si scoprono solo avvicinandosi.

Tra disciplina romana e materia giapponese.
Il progetto nasce dal contrasto. Gli outfit sono formali, con flanelle, tweed, cappotti importanti e costruzioni nette. Il papillon Banderari interrompe appena quella regola: non con il colore gridato, ma attraverso la materia. Da un lato il cashmere biellese, dall’altro sete vintage giapponesi. Oriente e manifattura italiana si incontrano in pochi centimetri.
È una lettura del Made in Italy che sentiamo ancora contemporanea. Non una somma di simboli riconoscibili, ma una capacità di selezionare, combinare e dare senso. Il dettaglio non completa semplicemente un look: ne modifica il tono, rende personale ciò che altrimenti rischierebbe di diventare uniforme.



The Players Magazine, gennaio 2020.
Fotografia di Letizia Sopranzi. Styling di George’s Uomo e Angela Pinzaglia. Modelli: Francesco Cardinali, Iuri Marini e Paolo Chermaz. Il racconto di George’s conferma il ruolo di Banderari come coautore dello styling e la scelta dei papillon double-face in cashmere biellese e sete vintage giapponesi.
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La tradizione resta viva
quando sa cambiare prospettiva.
Roma, il Giappone, Biella. Tre geografie diverse entrano nello stesso gesto e raccontano il modo in cui Banderari interpreta l’eleganza maschile.
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