
Tra Orvieto,
Terni e Rieti.
L’Espresso attraversa l’Italia centrale e incontra Banderari come una delle espressioni contemporanee dell’artigianato umbro.
LEGGI IL DOSSIER ↓Un itinerario non è una lista di luoghi. È un modo di leggere un territorio.
Nel numero 38 di L’Espresso, pubblicato nel settembre 2025, l’itinerario tra Orvieto, Terni e Rieti attraversa una parte d’Italia in cui paesaggio, storia e manifattura continuano a convivere. Banderari entra in questo racconto da Terni, la città da cui il progetto ha preso forma e alla quale deve anche il proprio nome.
Essere raccontati dentro un itinerario territoriale ha per noi un significato preciso. La sartoria non vive fuori dal luogo in cui nasce: assorbe misure, ritmi, materiali, memoria. L’Umbria non è uno sfondo da evocare. È una parte del nostro modo di intendere il lavoro.

Ci sono luoghi che si arredano. Altri che si lasciano raccontare.
Negli atelier Banderari gli oggetti non sono decorazione neutra. Rimandano alla città, alle sue attività, alle persone che l’hanno attraversata. È una scelta coerente con un’idea di lusso che non cerca anonimato internazionale, ma identità: ciò che è locale diventa universale quando è raccontato con precisione.
Anche il su misura nasce da questa logica. Non si parte da una formula da replicare, ma dalla persona e dal contesto. È il contrario dell’omologazione: un abito prende senso perché appartiene a qualcuno, in un luogo e in un momento determinati.



L’Espresso, numero 38.
La segnalazione è apparsa nel settembre 2025 all’interno dell’itinerario dedicato all’area tra Orvieto, Terni e Rieti. Questo dossier aggiunge il contesto Banderari e conserva il collegamento all’archivio originale.
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quando qualcuno continua a dargli forma.
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