Eleonora Manni ritratta con giacca doppiopetto su misura Banderari
STORIE DI ORDINARIA ELEGANZA · 02

ELEONORAMANNI

L’eleganza è una forma di intimità

TERNI23 · 09 · 2024
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01IL RICORDO

Il primo vestito buono nasce da una scelta

C’è un ricordo che Eleonora conserva con particolare precisione. Sua nonna si faceva confezionare gli abiti da una sarta e, un giorno, decise che anche lei avrebbe avuto il suo primo “vestito buono”. Le lasciò scegliere la stoffa.

Per una bambina, scegliere un tessuto può sembrare un gesto piccolo. Eppure è proprio in questi momenti che spesso nasce un rapporto con le cose destinato a durare. Non nel possesso, ma nella possibilità di partecipare alla loro nascita.

Quel primo abito resta, a distanza di anni, una delle immagini attraverso cui Eleonora riconosce il fascino della sartoria. Non una stanza separata dalla vita, ma un luogo in cui materia, desiderio e corpo imparano lentamente a riconoscersi.

Eleonora Manni con giacca doppiopetto su misura in un ritratto orizzontale
INTIMITÀ
«L’eleganza non occupa la stanza. La attraversa.»
02
IDENTITÀ · CAMBIAMENTO

Un guardaroba dovrebbe farci spazio

Oggi Eleonora dice che è difficile definirsi. È in una fase della vita in cui molte cose vengono rimesse in discussione. È una condizione comune e raramente raccontata quando si parla di stile: ci piace pensare che il guardaroba sia il riflesso di un’identità perfettamente definita, mentre spesso vestirsi è proprio uno dei modi attraverso cui continuiamo a cercarla.

Le persone cambiano. I corpi cambiano. Cambiano i lavori, le città, le relazioni, le sicurezze. Un guardaroba autentico non dovrebbe impedirci di cambiare. Dovrebbe farci spazio.

Per Eleonora l’eleganza ha poco a che fare con la perfezione. La descrive piuttosto come un colpo di fulmine: una presenza che entra in una stanza senza il bisogno di occuparla completamente. Può essere un gesto, il modo in cui qualcuno pronuncia una parola, l’attenzione con cui guarda la persona che ha davanti.

Questa idea porta lo stile lontano dalla superficie. Vestirsi rimane importante, ma soltanto quando il vestito non diventa un sostituto della persona.

Eleonora Manni in un ritratto orizzontale con giacca su misura Banderari
IL DOPPIOPETTO

Una grammatica maschile, riscritta sul corpo

La giacca realizzata per Eleonora è un doppiopetto a quattro bottoni in cashmere Lanificio di Pray, 320 grammi, con bottoni in vero corno e una fodera Bemberg paisley. Una giacca dalla struttura maschile che non cerca però di cancellare il corpo femminile.

Il doppiopetto è un territorio interessante nella storia del guardaroba delle donne. Porta con sé codici tradizionalmente maschili — struttura, spalla, autorità — ma proprio per questo, reinterpretato sul corpo di una donna, può assumere un significato completamente diverso.

Non deve imitare l’abbigliamento maschile. Può appropriarsi della sua grammatica e riscriverla.

Ritratto di Eleonora Manni con giacca sartoriale doppiopetto Banderari
Eleonora Manni durante il reportage Storie di Ordinaria Eleganza
«Conoscere abbastanza bene se stessi da non avere continuamente bisogno di travestirsi da qualcun altro.»
03IL CORPO

Il su misura non chiede di conformarsi

C’è un equivoco frequente attorno al su misura: immaginarlo come una ricerca ossessiva della perfezione del corpo. È quasi il contrario.

Un capo fatto per una persona non chiede a quella persona di adattarsi a una taglia preesistente. Parte da ciò che esiste. Osserva una spalla più alta, un movimento, un modo di tenere le mani, la postura con cui qualcuno entra in una stanza. Poi costruisce intorno a quella realtà.

Forse è anche per questo che Eleonora collega la sartoria alla consapevolezza. Sapere che qualcosa è stato costruito per il proprio corpo può modificare il modo in cui quel corpo viene abitato. Non necessariamente perché sembri diverso agli altri, ma perché smette per un momento di essere qualcosa a cui chiedere continuamente di conformarsi.

Eleonora pensava che il capo a cui si sarebbe affezionata di più fosse la prima giacca. Poi ha scoperto la camicia su misura e qualcosa è cambiato. Una camicia è probabilmente uno degli oggetti più ordinari del guardaroba. Proprio per questo, quando è costruita davvero attorno al corpo, la differenza diventa quasi privata. È una sensazione più che un’immagine.

DETTAGLI DEL CAPO

La costruzione

GIACCADoppiopetto
4 bottoni
TESSUTOLanificio di Pray
100% cashmere · 320 g/m
BOTTONIVero corno
Urea ai polsi
INTERNOCupro Bemberg
Paisley tinto filo
TASCHEA pattina
5 interne
RETRODoppio
spacco
04INTIMITÀ

La libertà di cambiare idea

Nel guardaroba di Eleonora questa libertà assume forme molto concrete. Ama il colore, gli abbinamenti inattesi e tutto ciò che impedisce all’abbigliamento di diventare anonimo. E ha un piccolo rito quotidiano: gli orecchini. Uscire senza le sembrerebbe quasi di aver dimenticato qualcosa di sé.

La bambina che sceglieva la stoffa del primo “vestito buono” e la donna che oggi desidererebbe un armadio pieno di camicie sono la stessa persona e, nello stesso tempo, non lo sono più. Tra loro c’è tutto ciò che una vita aggiunge.

L’eleganza, forse, consiste nel lasciare che queste diverse versioni possano convivere. Con un paio di orecchini. Una camicia che cade esattamente come dovrebbe. E la libertà di cambiare idea.

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Eleonora Manni, Storie di Ordinaria Eleganza Banderari
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